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locale vs globale

15 Luglio - 30 Settembre 2011, Parma

“L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile, perché l’artista contempla le cose che la natura gli pone sott’occhio già formate, con occhio penetrante…”

Paul Klee
Teoria della Forma e della Figurazione, Milano. 1959

Come scrisse nel 1964 Merleau-Ponty, l’immagine non è solo un mezzo di rappresentazione, bensì un veicolo ordinatore pri­mario delle regole di un luogo, di un paesaggio, fisico e culturale, è il primo strumento di ricognizione che interpreta lo sguardo. È il primo filtro compositivo dello spazio, il risultato dello strumento che si muove da sé, del mezzo che s’inventa i suoi fini (L’oeil et l’Esprit, Paris 1964). Ciò che lo sguardo, la composizione visiva, esplicita attraverso l’immagine è il primo gesto di artifi­ciazione dei luoghi, prima composizione architettonica, approccio ordinatore, che rende uno spazio paesaggio, “manifestazione sensibile dell’ambiente, la realtà spaziale vista e sentita”, punto di mediazione tra il fare e il vedere “tra guar­dare-rappresentare e l’agire, tra l’agire e il ri-guardare”, ove il ruolo umano di spettatore-interprete è prioritario e imprescindibile rispetto all’azione.

30 scatti in bianco e nero, 15 coppie di immagini che mettono a confronto un paesaggio naturale e uno urbano. Il confronto cerca di leggere il paesaggio nelle sue geometrie e nelle forme, evidenziandole ed esaltandole attraverso l’inquadratura fotografica come atto di composizione scenografica e astrazione geometrica, e sottolineando l’assolutezza del tema ponendo a confronto il contesto locale con contesti internazionali.


mostra a quattro mani con Margherita Zambelli
rassegna: “Obiettivo Architettura, ritratti tra Città e Paesaggi”

locale vs globale

15 Luglio – 30 Settembre 2011, Parma

“L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile, perché l’artista contempla le cose che la natura gli pone sott’occhio già formate, con occhio penetrante…”

Paul Klee
Teoria della Forma e della Figurazione, Milano. 1959

Come scrisse nel 1964 Merleau-Ponty, l’immagine non è solo un mezzo di rappresentazione, bensì un veicolo ordinatore pri­mario delle regole di un luogo, di un paesaggio, fisico e culturale, è il primo strumento di ricognizione che interpreta lo sguardo. È il primo filtro compositivo dello spazio, il risultato dello strumento che si muove da sé, del mezzo che s’inventa i suoi fini (L’oeil et l’Esprit, Paris 1964). Ciò che lo sguardo, la composizione visiva, esplicita attraverso l’immagine è il primo gesto di artifi­ciazione dei luoghi, prima composizione architettonica, approccio ordinatore, che rende uno spazio paesaggio, “manifestazione sensibile dell’ambiente, la realtà spaziale vista e sentita”, punto di mediazione tra il fare e il vedere “tra guar­dare-rappresentare e l’agire, tra l’agire e il ri-guardare”, ove il ruolo umano di spettatore-interprete è prioritario e imprescindibile rispetto all’azione.

30 scatti in bianco e nero, 15 coppie di immagini che mettono a confronto un paesaggio naturale e uno urbano. Il confronto cerca di leggere il paesaggio nelle sue geometrie e nelle forme, evidenziandole ed esaltandole attraverso l’inquadratura fotografica come atto di composizione scenografica e astrazione geometrica, e sottolineando l’assolutezza del tema ponendo a confronto il contesto locale con contesti internazionali.

mostra a quattro mani con Margherita Zambelli
rassegna: “Obiettivo Architettura, ritratti tra Città e Paesaggi”

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15 Luglio – 30 Settembre 2011, Parma

“L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile, perché l’artista contempla le cose che la natura gli pone sott’occhio già formate, con occhio penetrante…”

Paul Klee
Teoria della Forma e della Figurazione, Milano. 1959

Come scrisse nel 1964 Merleau-Ponty, l’immagine non è solo un mezzo di rappresentazione, bensì un veicolo ordinatore pri­mario delle regole di un luogo, di un paesaggio, fisico e culturale, è il primo strumento di ricognizione che interpreta lo sguardo. È il primo filtro compositivo dello spazio, il risultato dello strumento che si muove da sé, del mezzo che s’inventa i suoi fini (L’oeil et l’Esprit, Paris 1964). Ciò che lo sguardo, la composizione visiva, esplicita attraverso l’immagine è il primo gesto di artifi­ciazione dei luoghi, prima composizione architettonica, approccio ordinatore, che rende uno spazio paesaggio, “manifestazione sensibile dell’ambiente, la realtà spaziale vista e sentita”, punto di mediazione tra il fare e il vedere “tra guar­dare-rappresentare e l’agire, tra l’agire e il ri-guardare”, ove il ruolo umano di spettatore-interprete è prioritario e imprescindibile rispetto all’azione.

30 scatti in bianco e nero, 15 coppie di immagini che mettono a confronto un paesaggio naturale e uno urbano. Il confronto cerca di leggere il paesaggio nelle sue geometrie e nelle forme, evidenziandole ed esaltandole attraverso l’inquadratura fotografica come atto di composizione scenografica e astrazione geometrica, e sottolineando l’assolutezza del tema ponendo a confronto il contesto locale con contesti internazionali.

mostra a quattro mani con Margherita Zambelli
rassegna: “Obiettivo Architettura, ritratti tra Città e Paesaggi”